Milano Riparte

«il termine “pubblico” significa il mondo stesso, in quanto è comune a tutti e distinto dallo spazio che ognuno di noi vi occupa privatamente» (H. Arendt, Vita activa)

 

Un Piano per la ripartenza di Milano dopo l’emergenza Coronavirus, che prevede: il rafforzamento dell’assistenza socio-sanitaria a casa; l’erogazione del micro credito a famiglie bisognose, lavoratori autonomi e imprese individuali con copertura degli interessi dovuti; la creazione di un fondo per il welfare e la promozione di un patto con i produttori per lo sviluppo e l’occupazione.

IL PIANO IN SINTESI

Sono le proposte depositate nel Consiglio comunale di Milano dal gruppo Milano Popolare e racchiuse nel Piano “Milano Riparte” allegato ad un’apposita delibera di iniziativa consiliare. Il documento prevede il potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata attraverso la riattivazione della Conferenza dei Sindaci, ovvero il coordinamento tra Ats, Comune di Milano e Municipi per mappare i bisogni dei quartieri, condividere dati e concentrare risorse ed energie laddove necessario. Per aiutare famiglie bisognose e lavoratori autonomi la proposta è quella di attivare, attraverso la Fondazione Welfare ambrosiano, di cui il Comune è socio fondatore, delle linee di micro credito che possano consentire a chi è in difficoltà ad esempio di pagare un affitto e affrontare il mercato al termine dell’emergenza sanitaria. La Fondazione raccoglie e seleziona le richieste mediante una rete ampliata di soggetti partner del terzo settore (sindacati, associazionismo familiare, reti di auto-mutuo aiuto, centri di ascolto, ecc.) e alimenta tanto un fondo di garanzia quanto uno per contributi in conto interessi grazie ad un sistema di cashback, per cui il Comune si impegna a coinvolgere e convenzionare negozi e punti vendita della grande distribuzione organizzata.

Inoltre il Comune, sempre secondo le proposte del Piano di Milano Popolare, dovrebbe progettare e introdurre uno strumento di finanziamento innovativo, il Fondo Welfare, alimentato sia attraverso flussi di erogazioni liberali e donazioni (tra i quali far confluire quelle raccolte nel Fondo di mutuo soccorso promosso dal Sindaco), sia tramite l’accumulo di risorse individuali per interventi personalizzati da parte del consumatore-utente (programmi fedeltà della grande distribuzione organizzata o piani di risparmio gestito), oppure con l’emissione di appositi prestiti obbligazionari (social bond) da parte del sistema creditizio. Il Fondo servirà a finanziare e coordinare iniziative pubbliche e private finalizzate al sostegno al reddito, a borse di studio per i giovani, al reinserimento lavorativo, a servizi domiciliari come il babysitting o la cura degli anziani, il sostegno alla natalità e alla disabilità.

E per ultimo, il Comune, secondo il Piano, dovrebbe attivarsi per un grande patto con i produttori, con le associazioni di categoria, con le associazioni datoriali e con il sistema camerale sia italiano che straniero pur sul nostro territorio, per utilizzare la contrattazione territoriale di secondo livello e mantenere o se possibile aumentare i livelli occupazionali, sfruttando la flessibilità oraria e occupazionale e il telelavoro e incoraggiando la riconversione produttiva delle aziende.

CALL TO ACTION

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